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  Università & Ricerca Informazioni

Quindicinale del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica

Numero 63 - 64
Roma, 30 maggio 2001

I documenti ufficiali sono consultabili via Internet sul sito
http://www.miur.it

 

Sommario

  • Un "supplemento al diploma" attesterà il curriculum seguito dallo studente per conseguire il titolo
  • Programmazione del sistema universitario 2001-2003:
    ripartite risorse complessive per 735 miliardi di lire
  • Le assegnazioni per il funzionamento ordinario (Ffo):
    duecento miliardi per l·avvio della riforma didattica
  • Sviluppo dell·edilizia universitaria per l·anno 2001:
    previste risorse complessive per 470 miliardi di lire
  • Via libera al cofinanziamento di residenze universitarie
    I posti-letto per gli studenti saranno raddoppiati
  • Diritto allo studio: così ripartiti 52 miliardi di lire di contributi a favore dei collegi universitari
  • Stabiliti i criteri per il finanziamento del Murst
    alle università non statali per il triennio 2001-2003
  • Definitivamente approvati dal Consiglio dei ministri
    i Regolamenti per l·accesso agli Ordini professionali
  • Accordi di programma per lo sviluppo di otto università
    Dal Ministero risorse di cofinanziamento per 968 miliardi
  • Decolla il sistema universitario umbro:
    sottoscritto da Murst, ateneo e Regione il Protocollo d·intesa
  • Finanziamenti per 22 miliardi nel triennio 2001-2003
    a Scuola Normale, S. Anna di Pisa e Sissa di Trieste
  • Pronti per la pubblicazione i decreti sulle lauree delle professioni sanitarie e dell·area difesa e sicurezza
  • Le "regole" per il completamento della trasformazione degli Isef e per l·attivazione dei nuovi corsi di laurea
  • Sì definitivo del Consiglio dei ministri al Regolamento per la costituzione delle fondazioni universitarie
  • Alle Commissioni parlamentari il Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari sulle università
  • Programmazione sanitaria e servizio sanitario nazionale:
    le linee-guida per la collaborazione tra atenei e regioni
  • Vertice dei ministri europei a Praga: con la riforma universitaria l·Italia è all·avanguardia in Europa
  • Parte l·idea-progetto Murst dell·Ospedale virtuale per l·assistenza sanitaria italiana all·estero

 


Un "supplemento al diploma" attesterà il curriculum seguito dallo studente per conseguire il titolo

I sistemi informativi delle Università dovranno registrare e rendere disponibili per il loro invio all’Anagrafe nazionale degli studenti universitari i dati sulle carriere degli studenti e dovranno inoltre predisporre il "supplemento al diploma" in edizione bilingue italiano-inglese, un certificato, cioè, che riporti le principali indicazioni relative al curriculum specifico seguito dallo studente per conseguire un determinato titolo. Sono le due importanti novità introdotte da un decreto ministeriale firmato nei giorni scorsi e ora in corso di registrazione e pubblicazione. Si tratta di una iniziativa che a partire dal prossimo anno accademico, con il pieno avvio della riforma universitaria, coinvolgerà tutti gli studenti italiani, raggiungendo sostanzialmente tre obiettivi: rendere pienamente "leggibile" il curriculum di studi a livello internazionale, favorire una migliore "spendibilità" del titolo di studio sul mercato del lavoro e delle professioni, garantire la mobilità degli studenti in ambito nazionale e comunitario e quindi percorsi di studio personalizzati. Il decreto stabilisce che per ogni studente che si immatricola oppure opta per il passaggio ai corsi di studio previsti dal Dm 509/99 (la "carta fondamentale" del nuovo ordinamento degli studi) debbano essere registrati i dati anagrafici, i dati di ingresso (titolo di studio e relativa votazione, corso di studio, facoltà, eventuale anzianità accademica pregressa eccetera), i dati di aggiornamento (percorsi formativi, dettaglio dei crediti acquisiti, esami superati, situazione tasse eccetera), e i dati di uscita (conseguimento del titolo o eventuale rinuncia, tipologia del titolo conseguito, votazioni, crediti eccetera). Per chi non opta per il passaggio ai nuovi corsi di studio verranno ugualmente registrati i dati personali, ad esclusione di quelli relativi ai crediti e alle classi di appartenenza del corso. Il provvedimento fornisce inoltre precise indicazioni per il rilascio del supplemento al diploma previsto dal Dm 509/99, il cui modello sarà conforme a quelli già adottati in alcuni Paesi europei.

Programmazione del sistema universitario 2001-2003:
ripartite risorse complessive per 735 miliardi di lire

Con decreto firmato l’8 maggio scorso e attualmente in corso di registrazione e pubblicazione sono state ripartite le risorse finanziarie per la programmazione del sistema universitario relativa al triennio 2001-2003. Complessivamente sono stati stanziati 735 miliardi di lire, 245 per anno, secondo gli obiettivi definiti con il decreto ministeriale 29 dicembre 2000 n. 507. Il provvedimento stabilisce regole e/o prevede stanziamenti per quanto riguarda: corsi di laurea e di laurea specialistica; innovazione didattica; corsi di laurea in scienze motorie; scuole di specializzazione per la formazione degli insegnanti e per le professioni legali; internazionalizzazione; Scuole superiori; corsi di dottorato e attività di ricerca avanzata; iniziative oggetto di cofinanziamento sui fondi dell’Unione Europea; centri di eccellenza nella ricerca; riduzione degli squilibri tra Centro-Nord e Sud; decongestionamento degli atenei sovraffollati; relazioni dei Comitati regionali o provinciali di coordinamento; riassetto del sistema universitario; relazioni delle università. Il decreto, attraverso uno specifico allegato, stabilisce infine i criteri per l’attuazione dell’innovazione didattica (ex Dm 3 aprile 199 n. 509).

 

Le assegnazioni per il funzionamento ordinario (Ffo):
duecento miliardi per l’avvio della riforma didattica

Con decreto del 23 aprile 2001 in corso di registrazione sono state stabilite le assegnazioni per il funzionamento ordinario alle università (Ffo). Per quanto riguarda la definizione quantitativa degli interventi di riequilibrio a favore dei singoli atenei, anche quest’anno verrà utilizzato, senza modifiche dei parametri, il modello già predisposto dall’Osservatorio per la valutazione del sistema universitario nel 1998. Il decreto prevede, tra l’altro, la destinazione di 200 miliardi di lire per l’avvio della riforma didattica, in particolare dei nuovi corsi di laurea di cui al Dm 4 agosto 2000. Uno specifico allegato stabilisce le modalità di ripartizione di tali risorse, che saranno suddivise in tre quote. Sono inoltre destinati 10 miliardi di lire per incentivare, attraverso cofinanziamento, la mobilità dei docenti tra le università, nonché 50 miliardi per le chiamate di studiosi ed esperti italiani o stranieri residenti all’estero (Dm n. 13 del 26 gennaio 2001). Altre "voci" del decreto sono le esigenze per l’avvio dei nuovi atenei, il sostegno alle università in ambiti regionali disagiati, gli incentivi di cui all’articolo 2 della legge 370/99 ("Disposizioni in materia di università e di ricerca scientifica e tecnologica"), il supporto ai nuclei di valutazione, il consolidamento degli interventi per il miglioramento del rapporto studenti-docenti (Dm n. 340 del 27 luglio 2000).

 

Sviluppo dell’edilizia universitaria per l’anno 2001:
previste risorse complessive per 470 miliardi di lire

 

Uno stanziamento complessivo di 470 miliardi di lire: questo l’ammontare delle risorse per l’edilizia universitaria per l’anno 2001, che ricadono sul capitolo 7109 dello stato di previsione della spesa del Murst. L’apposito decreto ripartisce in cinque voci queste risorse e per ognuna di esse prevede i criteri di assegnazione. La somma più consistente, 411,25 miliardi, è destinata all’edilizia generale, dipartimentale e residenziale delle università; 14,10 miliardi all’edilizia sportiva; 14,10 miliardi ai collegi universitari legalmente riconosciuti; 21,15 miliardi alle istituzioni universitarie non parametrabili con le università; 9,40 miliardi agli Osservatori.

 

Via libera al cofinanziamento di residenze universitarie
I posti-letto per gli studenti saranno raddoppiati

 

L’obiettivo è di raddoppiare il numero dei posti-letto per gli studenti nelle residenze universitarie, attualmente circa 28mila. Complessivamente saranno messe a disposizione risorse stimabili in circa 800 miliardi di lire, che verranno erogate in regime di cofinanziamento, fino a un massimo del 50 per cento, per interventi che andranno a formare uno specifico piano triennale. Con tre decreti ministeriali firmati nei giorni scorsi diventa pienamente operativa la legge 14 novembre 2000 n. 338 recante "Disposizioni in materia di alloggi e residenze per studenti universitari". Il primo decreto disciplina le procedure e le modalità per la presentazione dei progetti e per l’erogazione dei finanziamenti. Potranno presentare richieste di cofinanziamento le Regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, gli organismi regionali per il diritto allo studio, le università statali e non statali legalmente riconosciute e le fondazioni universitarie, i collegi universitari legalmente riconosciuti, le cooperative di studenti senza fini di lucro e altri organismi operanti nel settore del diritto allo studio meglio specificati nel decreto. Il secondo provvedimento precisa gli standard per la realizzazione dei progetti. Va sottolineato che le richieste di cofinanziamento andranno presentate al Murst entro tre mesi dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di questo secondo decreto. Un terzo provvedimento, infine, riguarda la nomina della Commissione Murst-Regioni che dovrà valutare i progetti.

 

Diritto allo studio: così ripartiti 52 miliardi di lire
di contributi a favore dei collegi universitari

 

Con decreto in corso di registrazione sono state ripartite le risorse per complessivi 52 miliardi di lire a valere sull’unità previsionale di base 2.1.2.9 – Diritto allo studio – destinate ai collegi universitari. Nel dettaglio il decreto prevede l’attribuzione alla Regione Sardegna della quota di consolidamento dei contributi erogati nel 1999 pari a lire sei miliardi 884 milioni; un contributo forfettario di 200 milioni alla Fondazione Collegio San Carlo di Modena; la conferma a titolo di quota di consolidamento, per l’esercizio finanziario 2001, dei contributi erogati nell’esercizio finanziario 1999 ai collegi universitari legalmente riconosciuti, ivi comprese le residenze universitarie, e alla Regione Sardegna, pari a 36 miliardi; l’assegnazione, secondo specifici criteri, di sette miliardi 916 milioni al Centro residenziale dell’Università della Calabria e alle residenze annesse alla Scuola Normale di Pisa e alla Scuola di perfezionamento "S. Anna" di Pisa, nonché alla Regione Sardegna; ai collegi legalmente riconosciuti e alla Fondazione Collegio S. Carlo di Modena.

 

Stabiliti i criteri per il finanziamento del Murst
alle università non statali per il triennio 2001-2003

E’ stato firmato ed è quindi in corso di registrazione il decreto che stabilisce i criteri di ripartizione dello stanziamento annuale previsto nel capitolo 1262 dello stato di previsione della spesa del Murst per far fronte ai finanziamenti delle università non statali legalmente riconosciute. In ciascun esercizio finanziario del triennio 2001-2003, come si specifica nell’articolo 1, le risorse "sono articolate nelle seguenti modalità: a) quota consolidata; b) quota di incentivazione, ai sensi dell’art. 3 della legge n. 370/99; c) quota relativa al mancato gettito delle tasse e dei contributi, ai sensi dell’articolo 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri "Uniformità di trattamento sul diritto agli studi universitari", a decorrere dall’esercizio 2002; d) quota di riequlibrio".

Definitivamente approvati dal Consiglio dei ministri
i Regolamenti per l’accesso agli Ordini professionali

 

Sono stati approvati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 24 maggio scorso, dopo l’esame da parte del Consiglio di Stato, i due Regolamenti per l’accesso agli Ordini professionali con i nuovi titoli universitari (laurea triennale e laurea specialistica di ulteriori due anni). Esprimendo grande soddisfazione per la decisione del Consiglio dei Ministri, il Sottosegretario con delega all’Università, Luciano Guerzoni, ha dichiarato: "I Regolamenti rappresentano un’altra fondamentale tappa della riforma, definitivamente completata, del sistema di istruzione universitaria e al tempo stesso una svolta nel mondo delle professioni, chiamato a esercitare un ruolo di primo piano nel processo di modernizzazione del Paese. Gli studenti che si iscriveranno all’Università nel prossimo anno accademico avranno la possibilità di scelte sicure del loro percorso di studi", ha aggiunto Guerzoni, "avendo chiari sin dall’inizio gli sbocchi professionali dei nuovi titoli universitari". Il primo Regolamento comprende le attuali professioni di dottore agronomo e dottore forestale, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, ingegnere, psicologo e infine le professioni di agrotecnico, geometra, perito agrario e perito industriale, per le quali vengono istituite apposite sezioni degli albi professionali riservate ai possessori dei nuovi titoli universitari (una per i laureati, l’altra per i laureati specialisti) e sono definiti gli ambiti di attività professionale spettanti agli iscritti a tali sezioni. Il secondo Regolamento riguarda le professioni di commercialista, ragioniere e perito commerciale, per le quali vengono istituite due sezioni provvisorie negli attuali albi professionali alle quali si accede rispettivamente con la laurea e con la laurea specialistica. Si tratta di una soluzione temporanea in vista della fusione dell’Ordine dei dottori commercialisti e dell’Ordine dei ragionieri e dei periti commerciali, che dovrà essere sancita con apposito provvedimento normativo, in un unico Ordine dei dottori commercialisti e revisori dei conti. L’attuale distinzione delle due professioni di dottore commercialista e di ragioniere e perito commerciale, infatti, non appare giustificata, considerato che le competenze sono identiche e i percorsi formativi verrebbero a coincidere per effetto della riforma, e gli esami di Stato vertono sulle medesime materie. I due regolamenti saranno ora emanati con Dpr e quindi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale.

Seguendo l’indicazione del Consiglio di Stato, il primo Regolamento prevede l’articolazione degli albi professionali in sezioni (che individuano i diversi ambiti professionali attribuiti rispettivamente ai laureati e ai laureati specialisti, in ragione quindi della diversa gradazione di capacità e competenza) e, per le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, architetto e ingegnere, in settori (articolazione delle sezioni cui corrispondono percorsi formativi diversi e ambiti di attività professionali circoscritti e individuati). Rimane invece il titolo professionale riservato ai laureati triennali "iunior", suggerito dall’Accademia della Crusca e adottato in prima lettura, pur avendo il Consiglio di Stato suggerito il titolo di "dottore in…". Infatti, essendo quest’ultimo un titolo accademico, avrebbe potuto essere utilizzato anche dai laureati non abilitati e ciò avrebbe potuto ingenerare incertezze negli utenti. Restano pertanto immutate le denominazioni delle attuali professioni cui si accederà con la laurea specialistica, mentre i laureati triennali si chiameranno ‘iunior’ (per esempio architetto iunior, ingegnere iunior, biologo iunior eccetera).

 

Accordi di programma per lo sviluppo di otto università
Dal Ministero risorse di cofinanziamento per 968 miliardi

Sono stati sottoscritti il 9 maggio scorso al Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica gli accordi di programma con le università di Roma Tre, Roma Tor Vergata (che vanno ad aggiungersi all’accordo sottoscritto precedentemente per il decongestionamento di Roma La Sapienza), Genova, Brescia, Verona, Chieti "Gabriele D’Annunzio", Catanzaro "Magna Graecia". Hanno sottoscritto il documento il Sottosegretario con delega all’Università, Luciano Guerzoni, e i Rettori degli atenei interessati. Complessivamente il Ministero disporrà a favore degli otto atenei l’assegnazione di contributi per 968 miliardi di lire, che andranno a coprire, in regime di cofinanziamento, il 50 per cento della spesa prevista dagli atenei nei piani di sviluppo. A favore delle tre università romane (La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre) complessivamente il Ministero ha disposto l’assegnazione di contributi per 675 miliardi di lire, che andranno a coprire, in regime di cofinanziamento, il 50 per cento della spesa prevista dalle singole università per la realizzazione di opere e infrastrutture previste nei piani di decongestionamento, sviluppo e riequilibrio dell’offerta formativa. La somma è così ripartita: a Roma La Sapienza andrà un contributo annuo di 25 miliardi per 15 anni, per un totale di 375 miliardi; a Roma Tor Vergata e a Roma Tre, a partire dallo stesso anno, sarà assegnato un contributo annuo di 10 miliardi ciascuna per 15 anni, per un totale di 150 miliardi ciascuna. All’Università di Genova (acquisizione e recupero funzionale di edifici) sono stati assegnati complessivamente 55 miliardi e 300 milioni, da ripartire in sette anni per un importo annuo di sette miliardi e 900 milioni; all’ateneo bresciano (acquisizione di edifici storici e realizzazione di strutture) andranno risorse complessive per 10 miliardi, da ripartire in cinque anni; a quello di Verona (realizzazione di infrastrutture, acquisizione ex caserme) 35 miliardi in totale, distribuiti nell’arco di dieci anni; all’Università "Gabriele d’Annunzio" di Chieti (ampliamento campus di Chieti e Pescara) 43 miliardi e 200 milioni, da ripartire in nove anni per un importo annuo di quattro miliardi e 800 milioni; all’Università "Magna Graecia" di Catanzaro, infine, andranno contributi complessivi per 150 miliardi, da ripartire in dieci anni, per la realizzazione del campus nella vallata del fiume Corace.

 

Decolla il sistema universitario umbro:
sottoscritto da Murst, ateneo e Regione il Protocollo d’intesa

E’ stato siglato il 4 maggio scorso, al Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, il Protocollo d’intesa relativo allo sviluppo complessivo dell’Università di Perugia mediante la razionalizzazione dell’ateneo e l’attivazione di poli universitari didattici sul territorio umbro. Hanno sottoscritto il documento il Sottosegretario con delega all’Università, Luciano Guerzoni, in rappresentanza del Murst, la presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, e il Rettore dell’Università di Perugia, Francesco Bistoni. Il protocollo d’intesa prevede il rilancio dell’Università di Perugia, l’istituzione del polo didattico e scientifico di Terni, dotato di propria autonomia gestionale, e la realizzazione del Progetto di ateneo multicampus, aperto allo sviluppo di altre iniziative sul territorio umbro. Il Murst, per dare immediata attuazione al protocollo d’intesa, ha sottoscritto un primo accordo di programma con l’Università che prevede, per il consolidamento e lo sviluppo del polo di Terni, un finanziamento annuo di cinque miliardi di lire, al quale si aggiungono sei miliardi per investimenti edilizi e in strutture. E’ prevista successivamente la sottoscrizione di altri accordi di programma per dare piena attuazione al Protocollo d’intesa.

 

Finanziamenti per 22 miliardi nel triennio 2001-2003
a Scuola Normale, S. Anna di Pisa e Sissa di Trieste

Con decreto in corso di registrazione, emanato in conformità all’articolo 56, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, per quanto attiene al finanziamento ordinario aggiuntivo da destinare nel triennio 2001-2003 alle Scuole superiori ad ordinamento speciale, sono stati assegnati complessivamente 22 miliardi di lire così ripartiti: Scuola Normale Superiore di Pisa, tre miliardi 100 milioni nel 2001, tre miliardi 100 milioni nel 2002, tre miliardi 300 milioni nel 2003, per complessivi nove miliardi e mezzo; Scuola Superiore "S.Anna" di Pisa, tre miliardi 400 milioni nel 2001, tre miliardi 400 milioni nel 2002, tre miliardi 700 milioni nel 2003, per complessivi 10 miliardi e mezzo; Scuola internazionale di Studi avanzati di Trieste (Sissa), 500 milioni nel 2001, 500 milioni nel 2002, un miliardo nel 2003, per complessivi due miliardi.

Pronti per la pubblicazione i decreti sulle lauree delle
professioni sanitarie e dell’area difesa e sicurezza

Sono stati registrati alla Corte dei Conti i decreti per la determinazione delle classi delle lauree e delle lauree specialistiche delle professioni sanitarie e nelle scienze della difesa e della sicurezza. I provvedimenti saranno ora pubblicati sulla "Gazzetta Ufficiale" e diventeranno pertanto esecutivi, rendendo operativa l’iscrizione degli studenti ai nuovi corsi di laurea e di laurea specialistica sin dal prossimo anno accademico 2001-2002. Si tratta di tre decreti ministeriali, adottati in attuazione del nuovo assetto degli studi universitari (laurea della durata di tre anni e laurea specialistica di ulteriori due anni): il primo, emanato dal Ministro dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica di concerto con il ministro della Sanità, definisce le classi dei corsi di laurea (triennale) per le professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, della riabilitazione, tecniche e della prevenzione; il secondo (laurea specialistica) istituisce percorsi in grado di soddisfare, sempre per l’area sanitaria, esigenze di formazione avanzata e adeguati approfondimenti metodologici. Il decreto sulle lauree e sulle lauree specialistiche nelle scienze della difesa e della sicurezza, infine, emanato dal Murst di concerto con i Ministeri della Difesa e delle Finanze, definisce i percorsi per la formazione degli ufficiali delle Forze Armate e del Corpo della Guardia di Finanza. Fortemente innovativo, questo provvedimento ha tenuto tra l’altro conto delle novità emerse dalla legge 331/2000 (norme per l’istituzione del servizio militare professionale). La legge, come è noto, ha modificato il sistema di reclutamento, estendendolo anche alle donne, e le carriere degli ufficiali delle diverse Armi, modificando al tempo stesso, in pratica, il concetto di Forze Armate.

 

Le "regole" per il completamento della trasformazione
degli Isef e per l’attivazione dei nuovi corsi di laurea

 

In risposta ad alcune sollecitazioni pervenute al Murst, sono stati chiariti nei dettagli, con una nota ministeriale del 30 aprile 2001, tutti gli aspetti riguardanti il completamento della complessa operazione di trasformazione degli Isef (disposto dalla legge 127/97) e l’attivazione dei nuovi corsi di laurea (Scienze delle attività motorie e sportive) e di laurea specialistica, disciplinati dai Dm del 3 novembre 1999, n. 509, del 4 agosto 2000 e del 28 novembre 2000. Si tratta di chiarimenti che contribuiranno ad accelerare il processo di rinnovamento di un importante settore dell’istruzione superiore, nel più ampio quadro della riforma didattica e dei titoli di studio che entrerà in vigore con il prossimo anno accademico 2001-2002. La nota precisa, tra l’altro, che "in sede di assegnazione delle risorse della programmazione triennale 2001-2003 per il completamento del processo di trasformazione degli Isef e per l’avvio dei nuovi corsi di laurea, saranno prioritariamente considerate e incentivate le iniziative coerenti con gli obiettivi e le prescrizioni a suo tempo definite". Il documento, articolato per punti, fornisce indicazioni precise per quanto riguarda il completamento degli studi da parte degli studenti già iscritti all’Isef, le azioni finalizzate al conseguimento del diploma in Educazione fisica e/o al trasferimento nei corsi di laurea, il valore dei titoli di studio (diploma in Educazione fisica, vecchia laurea quadriennale in Scienze motorie, nuova laurea triennale in Scienze delle attività motorie e sportive, laurea specialistica quinquennale). Altre istruzioni riguardano nel concreto gli impegni che si troveranno ad assolvere nel prossimo anno accademico le strutture didattiche, impegnate su un triplice fronte: 1) della prosecuzione del corso Du, ove attivato, e del corso di laurea quadriennale; 2) dell’attivazione dei nuovi corsi di laurea; 3) del completamento dei corsi di diploma in Educazione fisica. Gli ultimi due punti della nota ministeriale riguardano la valutazione dei crediti formativi maturati dai diplomati Isef ai fini del loro trasferimento ai corsi di laurea e l’utilizzazione del personale docente non universitario già in servizio negli Isef.

 

Sì definitivo del Consiglio dei ministri al Regolamento
per la costituzione delle fondazioni universitarie

 

E’ stato definitivamente approvato dal Consiglio dei Ministri, nella seduta del 9 maggio scorso, dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato, il Regolamento per la costituzione delle fondazioni universitarie. Si tratta di un importante provvedimento con il quale le università statali vengono dotate di moderni ed efficaci strumenti per gestire ogni possibile supporto alla didattica e alla ricerca. L’articolo 1 del Regolamento ("Criteri e modalità per la costituzione di fondazioni universitarie di diritto privato, ai sensi dell’art. 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000 n. 388") ne chiarisce gli obiettivi: "Le università statali, al fine di realizzare l’acquisizione di beni e servizi alle migliori condizioni di mercato, nonché per lo svolgimento delle attività strumentali e di supporto alla didattica e alla ricerca, possono costituire, singolarmente o in forma associata, fondazioni di diritto privato".

 

Alle Commissioni parlamentari il Testo Unico delle
disposizioni legislative e regolamentari sulle università

 

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 17 maggio scorso, ha approvato in seconda lettura preliminare, dopo l’esame da parte del Consiglio di Stato, il Testo Unico sull’università, che raccoglierà in una unica sede tutte le norme legislative e regolamentari concernenti le università. Il testo sarà ora sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti. Il provvedimento rientra nell’ampio programma di sistemazione normativa di determinate materie, tra cui il settore dell’università, previsto dalla legge 50/99. Lo strumento per tale riordino sono appunto i testi unici misti emanati dal Governo, che comprendono disposizioni legislative e regolamentari. Questa opera di codificazione, da attuarsi secondo i criteri e gli indirizzi deliberati dalle Camere sulla base di una relazione governativa, nasce dall’esigenza di "un riordino delle fonti di regolazione che possa permettere ai cittadini e agli operatori di avere un quadro ben preciso e unitario delle regole che disciplinano un settore della vita sociale". Si tratta in pratica di un rimedio ai problemi di inflazione normativa e uno strumento per rafforzare la certezza, la coerenza e la conoscibilità della normativa da parte dei cittadini. Il Testo Unico sull’Università comprende tre provvedimenti che verranno pubblicati contestualmente: il primo sarà un decreto legislativo e raccoglierà le disposizioni legislative (testo B); il secondo sarà un Dpr e raccoglierà le disposizioni regolamentari (testo C); il terzo infine, anch’esso un Dpr, comprenderà in un unico contesto le medesime disposizioni, legislative e regolamentari, emanate separatamente, per diversità di rango.

 

Programmazione sanitaria e servizio sanitario nazionale:
le linee-guida per la collaborazione tra atenei e regioni

Con un atto di indirizzo e coordinamento del presidente del Consiglio dei ministri del 24 maggio 2001, inviato alla Corte dei Conti prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono state stabilite, su proposta Murst-Ministero della Sanità, le linee guida per quanto concerne la partecipazione delle università alla programmazione sanitaria nazionale, l'integrazione delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca, l’organizzazione delle aziende ospedaliero-universitarie, la collaborazione tra atenei e regioni. Chiarito in premessa che le università "contribuiscono, per gli aspetti concernenti le strutture e le attività assistenziali essenziali, allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali di didattica e di ricerca, all’elaborazione dei piani sanitari regionali, nonché alla definizione di indirizzi di politica sanitaria e di ricerca, programmi di intervento e modelli organizzativi delle strutture", il provvedimento individua i protocolli di intesa tra atenei e regioni (o province autonome) come strumenti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi indicati. I protocolli d’intesa, tra l’altro, prevedono la collaborazione nella stesura del piano sanitario regionale e specificano le modalità finalizzate ad assicurare la programmazione concordata delle attività delle aziende ospedaliero-universitarie e delle facoltà di Medicina. Essi definiscono, inoltre, forme e modalità di concertazione tra regioni o province autonome e università per soddisfare le esigenze connesse alla formazione degli specializzandi e del personale sanitario.

 

Vertice dei ministri europei a Praga: con la riforma universitaria l’Italia è all’avanguardia in Europa

"L’Italia, con la riforma del sistema di istruzione universitaria, che avrà piena applicazione con il prossimo anno accademico, è all’avanguardia nell’attuazione dei contenuti fissati due anni fa al vertice europeo di Bologna. Lo ha dichiarato il Sottosegretario di Stato con delega all’Università, Luciano Guerzoni, che ha partecipato, nei giorni 18 e 19 maggio scorsi, alla terza Conferenza dei Ministri europei dell’istruzione superiore. "La Conferenza di Praga ha segnato un’ulteriore, importante tappa per costruire entro il 2010 lo spazio europeo dell’istruzione superiore, come prevede la Dichiarazione di Bologna, sottoscritta da 29 governi europei", ha aggiunto Guerzoni. "Il nostro Paese, rientrato a far parte del Gruppo ristretto incaricato di promuovere il processo di convergenza dei sistemi di istruzione superiore europei, si trova ad esercitare un ruolo di primo piano nella realizzazione di un progetto di portata storica, nell’interesse di milioni di giovani cittadini d’Europa. Ma voglio sottolineare con soddisfazione un altro dato di rilievo", ha concluso il Sottosegretario: "con il vertice di Praga gli studenti diventano veri protagonisti di questo processo. Le proposte dei 26 rappresentanti delle organizzazioni studentesche sono state al centro del dibattito: da qui bisogna partire per il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti". Durante l’incontro è stata riaffermata la volontà dei governi di orientare le politiche universitarie nazionali verso un sistema degli studi superiori basato su due cicli (laurea triennale e laurea specialistica di ulteriori due anni) e imperniato sui crediti formativi, che garantiranno agli studenti un’effettiva mobilità a livello europeo e la flessibilità dei percorsi formativi. La struttura operativa della Conferenza dei ministri si articola in un Gruppo allargato di 35 membri (ultime adesioni Cipro, Croazia e Turchia) e in un Gruppo ristretto di cui fanno parte i Paesi che hanno ospitato e ospiteranno gli incontri (Francia, Italia, Repubblica Ceca e Germania), ai quali si aggiungeranno altri quattro Paesi eletti nella prima riunione del Gruppo allargato, nonché la Commissione Europea e la Presidenza Ue di turno. Il prossimo vertice si terrà a Berlino nella seconda metà del 2003.

 

Parte l’idea-progetto Murst dell’Ospedale virtuale
per l’assistenza sanitaria italiana all’estero

 

Con decreto firmato il 3 maggio scorso dal Sottosegretario Murst con delega ai rapporti istituzionali con il Ministero della Sanità, on. Vincenzo Sica, è stato dato l’avvio all’idea-progetto per la realizzazione di un "Ospedale virtuale per l’assistenza sanitaria italiana all’estero". Parte così una iniziativa di grande valore etico, il cui obiettivo primario è quello di offrire un servizio di telemedicina e di teleassistenza agli organismi di volontariato che operano nei Paesi in via di sviluppo. Il Murst ha dato incarico alla Società consortile e-form per la realizzazione di una ricerca che evidenzi le ricadute sociali, culturali, economiche e di immagine del sistema Italia verso l’estero in vista, appunto, della realizzazione dell’Ospedale virtuale. Lo studio dovrà inoltre mettere in evidenza i modelli organizzativi, le tecnologie, le risorse necessarie e le istituzioni da coinvolgere per la realizzazione dell’Ospedale.




Per ogni altra informazione si prega di contattare l'Ufficio relazioni con il pubblico del Ministero (urp@miur.it, tel. 0659912357, fax 0659912538). Per i giornalisti è disponibile come sempre l'ufficio stampa.


Università & Ricerca Informazioni

Quindicinale del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica

Anno V - Numero 63 - 64 - Roma, 30 maggio 2001

 

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