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  Entra in Seicento miliardi per la ricerca e la formazione al Sud nei settori agro-alimentare, ambiente, beni culturali, trasporti. Il viceministro Possa: "Più ricerca per rilanciare l’economia" Divisore Grafico
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COMUNICATO STAMPA

Seicento miliardi per la ricerca e la formazione al Sud nei settori agro-alimentare, ambiente, beni culturali, trasporti.
Il viceministro Possa: "Più ricerca per rilanciare l’economia" 



Seicento miliardi di lire complessivi per finanziare la ricerca industriale (500 miliardi) e la formazione professionale di ricercatori (100 miliardi) in sei regioni del Sud nei settori strategici dell’agro-industria, dell’ambiente, dei beni culturali e dei trasporti: è stato firmato oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca il bando che dà il via libera alla presentazione di progetti da parte di imprese industriali e di istituzioni pubbliche e private di ricerca, in attuazione del decreto firmato dal ministro Letizia Moratti il 17 settembre scorso. Le regioni interessate a questo importante provvedimento, destinato ad accrescere gli investimenti e a dare rilancio in settori vitali per l’economia del Mezzogiorno, sono Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.

I progetti potranno essere presentati al Ministero fino alle ore 17 del 30 novembre 2001 e dovranno prevedere ricerche di importo non inferiore a tre miliardi di lire per il settore ambiente e beni culturali, di cinque miliardi per quello agro-industriale e di otto miliardi per il settore dei trasporti. Il costo massimo di ogni singolo progetto, che dovrà comprendere attività di formazione di giovani ricercatori per un costo non inferiore al 10 per cento del costo della ricerca, non potrà superare i 40 miliardi di lire. L’esame dei progetti dovrà essere completato entro 90 giorni dal termine fissato per la presentazione.

"Con questo bando vogliamo accrescere gli investimenti nel Mezzogiorno e allargare le tipologie della ricerca, sostenendo quei progetti che sono finalizzati allo sviluppo del sistema produttivo", ha dichiarato il viceministro Guido Possa. "La ricerca deve avere precise ricadute nell’attività produttiva e dei servizi: soltanto così sarà possibile il rilancio dell’economia che il Mezzogiorno attende da anni nei settori individuati nel bando, che sono tra quelli più promettenti. E’ nostra precisa volontà", ha aggiunto l’onorevole Possa, "evitare finanziamenti a pioggia: le erogazioni dei contributi saranno strettamente collegate agli obiettivi, con monitoraggi periodici".

Le risorse che saranno erogate dal Miur in regime di cofinanziamento (al 50 per cento, con un tetto massimo del 75 per cento se ricorrono alcune particolari condizioni) rientrano nel Programma operativo nazionale (Pon) "Ricerca, sviluppo tecnologico e alta formazione" per l’utilizzo dei Fondi strutturali dell’Unione Europea per il periodo 2000-2006. Metà dei 500 miliardi disponibili per il 2001 per la ricerca provengono infatti dall’Ue, mentre l’altro 50 per cento è ripartito tra Stato e privati. Per quanto riguarda la formazione, il 70 per cento dei 100 miliardi stanziati proviene dal Fondo sociale europeo.


Roma, 11 ottobre 2001

 
   

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