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Programma GMES

Obiettivi e Finalità

GMES (Global Monitoring for Environment and Security) è un’iniziativa europea per l’implementazione di servizi informativi tempestivi, affidabili e continuativi a supporto dei decision makers istituzionali e privati, per quanto riguarda l’ambiente e la sicurezza. Il sistema è basato sull’analisi di dati relativi all’osservazione della terra forniti da satelliti e da reti di monitoraggio in situ; una volta analizzati e coordinati, questi dati saranno messi a disposizione degli utilizzatori finali: autorità e agenzie nazionali, regionali e locali, organizzazioni ambientali e di protezione civile, ecc.. GMES è un’iniziativa promossa ed attuata congiuntamente dall’ Unione Europea (EU) e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA)  nella quale l’ESA contribuisce in modo determinante allo sviluppo della componente spaziale e l’UE agisce come promotore e aggregatore della domanda. L’iniziativa GMES, secondo le linee generali del piano d’azione della Commissione Europea del 2001, intende abbinare le esigenze della società legate alle tematiche dell’ambiente e della sicurezza con le avanzate capacità tecniche e operative offerte dai sistemi di osservazione terrestri e da satellite. Essa rappresenta una risposta diretta alle crescenti preoccupazioni che animano i politici di garantire tempestivamente l’accesso alle informazioni ambientali su scala mondiale, regionale e locale, senza mettere a rischio l’indipendenza nei seguenti settori: sviluppo sostenibile, cambiamenti climatici su scala mondiale, politica di difesa e di sicurezza comune, spazio europeo della ricerca, strategia europea per lo spazio.

Periodo 2004 - 2008

Nel febbraio 2004 la Commissione Europea ha presentato  al Parlamento  ed al Consiglio una comunicazione “Monitoraggio Globale dell’ambiente e sicurezza (GMES). Creazione di una capacità GMES entro il 2008 (piano d’azione 2004-2008)” che segna, dopo il triennio della fase esplorativa (2001-2003), il passaggio ad una fase operativa e riassume le azioni necessarie per stabilire, entro il 2008, una capacità GMES per i primi servizi operativi pilota. In particolare sono stati individuati tre servizi prioritari denominati fast track services:

land monitoring - marine services - emergency response

da realizzare con i primi bandi del 7° Programma Quadro di Ricerca dell’UE (Tema Spazio). Contestualmente sono state avviate le analisi per individuare la  struttura operativa e di governance GMES nel lungo termine.
L’Agenzia Spaziale Europea è attualmente impegnata a sviluppare un programma sulle componenti spaziali di GMES, il cui segmento 1 è già stato finanziato nel dicembre 2005, nel corso dell’ultima riunione del Consiglio ESA a livello ministeriale; ciò costituisce il primo step attuativo per la definizione, lo sviluppo e la messa in servizio di una infrastruttura spaziale in grado di soddisfare i requisiti di osservazione per la fornitura di prodotti e servizi specifici in ambito GMES. L’impegno finanziario previsto è di 630 milioni di Euro (200 per la fase 1 e 430 per la fase 2). L’Italia ha espresso concretamente il proprio impegno sottoscrivendo, per la prima fase, il 30% dell’importo previsto, risultando di fatto uno dei maggiori contributori, insieme alla Germania (31%).

Organismi GMES a livello UE

Dall’inizio della seconda fase fino a giugno 2006 l’operatività del sistema è stata assicurata per il tramite di una struttura - Programme Office -  della Commissione Europea in partnership con l’ESA. Questa struttura - costituita principalmente da funzionari della CE e dell’ ESA -  si è fatta carico di pilotare e coordinare tutte le attività relative alle prime fasi operative del GMES con particolare riferimento sia all’attivazione delle iniziative connesse con la definizione dei fast track services sia all’individuazione delle possibili forme di governance. Dal 1° giugno 2006 le funzioni del Programme Office sono state assorbite dal GMES Bureau della Direzione Generale Impresa e Industria della Commissione Europea. Tale ufficio ha tra le sue funzioni principali quella di sviluppare una strategia di realizzazione coordinata per l’introduzione e gestione dei servizi GMES.
La struttura della Commissione è stata affiancata da un Advisory Council costituto da rappresentanti dell’UE, dell’ESA, dai rispettivi rappresentanti dei paesi membri nonché da rappresentanti di organismi internazionali. L’Advisory Council rappresenta la sede in cui si esprime la posizione “politica” dei paesi in merito alle diverse problematiche tecniche, economiche e di governance che devono essere risolte per l’attuazione di GMES.

La situazione italiana

Le attività italiane riguardanti l’attuazione delle fasi GMES sono coordinate dal Ministero dell’Università e della Ricerca, nell’ambito delle responsabilità della Direzione Generale per le Strategie e lo Sviluppo dell’Internazionalizzazione della Ricerca. Nel 2005 è stato costituito, con Decreto del Ministro, un Comitato Direttivo Nazionale GMES (Steering Committee) di natura permanente, che rappresenta la sede istituzionale per lo scambio di idee e l’elaborazione di strategie programmatiche da parte delle Amministrazioni dello Stato coinvolte, l’ASI e le principali realtà scientifiche ed imprenditoriali del paese interessate a GMES. Tale Comitato  funge da supporto dei rappresentanti nazionali nell’ambito dell’Advisory Council  contribuendo alla definizione di una posizione italiana sui diversi aspetti in discussione in sede europea.
A questo scopo il MUR, in collaborazione con il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) e l’ASI, ha promosso l’organizzazione di due fora che si sono svolti presso la sede del CIRA a Capua, uno nel maggio 2004 e l’altro a marzo 2006, ai quali hanno partecipato rappresentanti di istituzioni, enti e associazioni nazionali coinvolti nell’iniziativa, della CE e dell’ESA.
Recentemente la Commissione Europea ha chiesto agli stati membri di individuare un coordinatore nazionale unico per l’iniziativa GMES; per l’Italia questo ruolo è stato affidato al Direttore della Direzione Generale per le Strategie e lo Sviluppo dell’Internazionalizzazione della Ricerca Scientifica e Tecnologica del MUR.

 
   

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